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Roma, 18 apr. (Adnkronos Salute) - "Attenzione all’impiego di farmaci antinfiammatori non steroidei (Fans) nei soggetti cardiopatici: un’indicazione chiara e semplice da riportare sulla scheda di dimissione ospedaliera di questi pazienti, quando tornano in carico al proprio medico di famiglia". E' quanto suggerisce il il progetto 'CardioPain in Roccadaspide…l’isola che c’è', avviato nello scorso mese di settembre, dall'ospedale di Roccadaspide (Asl di Salerno), che sta riducendo l’uso improprio di Fans in chi soffre di patologie cardiache. Secondo l’ultimo rapporto Osmed, quasi il 4% dei soggetti a rischio cardiovascolare fa un uso improprio di Fans, assumendoli per oltre 90 giorni all’anno; in Campania, tale percentuale supera il 5%.

L’iniziativa, ha avuto il plauso ufficiale dell’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), e ha permesso all’ospedale di Roccadaspide di ridurre i ricoveri per scompenso e riacutizzazione della malattia cardiovascolare, indotti dall’utilizzo degli antinfiammatori. Il progetto 'CardioPain' è stato presentato e discusso oggi in un incontro che ha visto coinvolto il gotha della cardiologia campana. "Per curare efficacemente il dolore cronico osteoarticolare, quando particolarmente intenso, nei soggetti anziani e affetti da patologie cardiovascolari, l’opzione terapeutica d’elezione sono i farmaci oppioidi. L’adeguato monitoraggio e trattamento delle patologie algiche è per i clinici un obbligo sancito dalla legge 38 del 2010", ricordano gli esperti.

"L’obiettivo è portare 'CardioPain' a un livello di applicazione che coinvolga l’intera Regione Campania - afferma Raffaele Rotunno, direttore Cardiologia dell'ospedale di Roccadaspide e responsabile del progetto - Oggi il dolore negli anziani si cura nel 75% dei casi con Fans o Coxib, esplicitamente controindicati nelle patologie cardiache dalla letteratura scientifica e dalla nota Aifa numero 66. 'CardioPain' - aggiunge - vuole sensibilizzare i medici e i loro assistiti sul fatto che è impossibile curare adeguatamente cuore e arterie senza limitare l’impiego degli antinfiammatori. Il progetto ha un risvolto etico, perché migliora la gestione dei pazienti, e uno economico, perché si riducono visite e ricoveri evitabili". "Gli antinfiammatori possono essere dannosi per tutti - precisa Bruno Trimarco, direttore Cardiologia ed emergenza cardiovascolare dell' Università Federico II Napoli - non bisogna abusarne, perché hanno delle controindicazioni: bloccano la produzione di alcune prostaglandine importanti per la circolazione renale o hanno un effetto nefrotossico. Nei pazienti con insufficienza cardiaca il problema è accresciuto dal fatto che questi individui hanno già una compromissione della funzione renale, il 30% presenta ipertensione, il 20% soffre di cardiopatia ischemica e il 40% ha sia ipertensione sia cardiopatia. Molti - sottolinea l'esperto - sono diabetici, quindi particolarmente fragili. Per questi soggetti, in cui l’assunzione di farmaci che interferiscono con la funzione renale potrebbe avere un effetto devastante, l’uso dei Fans andrebbe escluso".A fronte di questa situazione, il progetto CardioPain è stato accolto con vivo interesse dai cardiologi intervenuti all’incontro di oggi. "Si tratta di un’iniziativa con un forte impatto sia dal punto di vista educativo sia da quello clinico - evidenzia Pasquale Perrone Filardi, direttore Scuola specializzazione malattie cardiovascolari Università Federico II Napoli - È fondamentale che i pazienti ricevano informazioni puntuali sui rischi associati a questa categoria di farmaci, molto diffusi, anche perché possono essere dispensati senza prescrizione medica. Ben vengano - conclude - progetti utili a sensibilizzare i malati circa il corretto impiego di questi medicinali, che andrebbero utilizzati per il minor tempo possibile e sotto stretto controllo medico".


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