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Palermo, 18 apr.- (Adnkronos) - Prenderà il via questa mattina, davanti alla Corte d'Appello di Palermo il processo di secondo grado per la sparizione di Denise Pipitone, la bambina di quattro anni di Mazara del Vallo (Trapani) di cui si sono perse le tracce il primo settembre del 2004. Alla sbarra ancora una volta Jessica Pulizzi, la sorellastra di Denise, accusata di sequestro. In primo grado era stata assolta.

LA SPERANZA DI MAMMA PIERA - "Sono dieci anni di dolore, dieci anni di sofferenza ma anche di lotta e cerco ancora giustizia. Sono una madre a cui hanno sequestrato la figlia di quattro anni, siamo fiduciosi che questa volta l'appello vada bene", ha detto all'Adnkronos Piera Maggio, mamma di Denise.

"Abbiamo sempre sostenuto le valutazioni principali e le abbiamo introdotte in appello - dice ancora Piera Maggio - vedremo come si pronuncerà la Corte d'Appello. Siamo fiduciosi e vorremmo esserlo fino alla fine". Piera Maggio sostiene di non avere "mai avuto dubbi che Denise sia viva". "E' chiaro che il dolore c'è e la paura pure, ma siamo fiduciosi, il problema è riportarla indietro, ma solo se le persone collaborano".

E parlando di sé: "Io sono cambiata tantissimo, moralmente fisicamente, è chiaro che è un dolore talmente forte che ti cambia, ti spezza in due e ti toglie il fiato. Lascio solo immaginare quello che posso avere provato". "Spero che chi sa parli, finalmente...".

Mentre il padre naturale di Denis, Piero, dice di avere una certezza: "Prima di morire voglio riabbracciare mia figlia. Non chiedo altro. Non mi interessano le condanne, i risarcimenti, io chiedo solo di potere essere chiamato papà da Denise...". "Dovrei essere sul letto di morte per non venire al processo - dice all'Adnkronos - Io non posso rassegnarmi. Sono più ottimista di Piera che, qualche volta, si fa prendere dallo sconforto".

Piera e Piero non si lasciano un momento. Passeggiano nervosamente davanti all'aula della terza sezione penale della Corte d'Appello di Palermo. Alla sbarra c'è Jessica, primogenita di Piero Pulizzi ma i due non si parlano da più di dieci anni. "Sono anche nonno - dice sconsolato Piero Pulizzi - mia figlia Jessica un anno e mezzo fa ha avuto una figlia, e io non ho mai visto mia nipote. E' molto brutto".

Piero Pulizzi dice di "credere fino in fondo nella giustizia. Spero che almeno questa volta si sappia la verità. Non voglio le condanne di nessuno, ma mi devono dire dove è Denise. E lo voglio sapere prima di morire. "Anni fa sono caduto da dieci metri di altezza rischiando la vita e ho detto che non volevo morire senza sapere dove è mia figlia...".

LE PAROLE DEL LEGALE - "Crediamo nella giustizia, oggi siamo qui per questo. La Procura generale di Palermo e la Procura di Trapani hano impugnato la sentenza di primo grado dopo avere letto le motivazioni, riteniamo che molti aspetti escludono moltissimi elementi che invece secondo noi devno far parte del coacervo probatorio". Lo ha detto all'Adnkronos l'avvocato Giacomo Frazzitta, legale di Piera Maggio, che aggiunge: "Non cerchiamo un colpevole ma il colpevole. Abbiamo la certezza di quale sia il bandolo della matassa, è chiaro che aspettiamo la conferma della giustizia. Noi ci aspettiamo la riforma della sentenza di assoluzione, siamo certi che la Corte d'appello di Palermo non lascerà nulla al caso e valuterà attentamente gli elementi a disposizone".

"Noi stiamo chiedendo di procedere alla rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale per l'acquisizione dell’acquisizione del verbale di sommarie informazioni- spiega Frazzitta - rese al Commissariato di Mazara del Vallo da Jessica Pulizzi il 2 settembre 2004, al solo fine di attestare la presenza della nonna della minore ". Non solo. Il legale chiederà alla Corte d'appello presieduta da Raimondo Loforti l’acquisizione della annotazione di Polizia giudiziaria redatta il 2 settembre del 2004 da parte del Commissariato di Mazara del Vallo, "in quanto atto irripetibile". Si tratta della perquisizione in casa della vicina di Anna Corona, madre di Jessica Pulizzi, come sostiene la difesa di Piera Maggio.

Inoltre verrà chiesta l'escussione del teste Battista Della Chiave, il teste sordo che in primo grado si era avvalso della facoltà di non rispondere. Infine si chiederà una "nuova perizia sulla porzione di intercettazione tra Gaspare Ghaleb e Jessica Pulizzi della cassetta di registrazione "in considerazione del fatto che l’imputata, captata in altra intercettazione, afferma di aver profferito la parola “Picciridda” parlando con Ghaleb" .


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