On the surf highway

Pubblicato il dicembre 15, 2012 di

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Rainbow Beach – Grafton via Surfers Paradise e Byron Bay (numero di chilometri indefinito)

Il nostro rotolare verso sud ha avuto un incontro imprevisto: il surf. Mentre eravamo intenti a sollazzarci in spiaggia a Noosa ammirando le gesta dei surfisti, siamo stati colti dalla folgorazione che un vero viaggio on the road in Australia non sarebbe stato tale senza una tavola appresso con la quale affrontare le onde storiche di questo sport. Questa elaborazione mentale e’ stata ovviamente parto del sottoscritto, Roberta non era molto d’accordo, ma, dopo un paio di ore di insulti e trovata a buon prezzo una tavola che si infilasse in macchina nel sedile posteriore, sono riuscito a convincerla.

Dopo aver così surfato sulla Sunshine Coast ed aver dormito in un ostello con un improbabile ragazzo inglese che si era appena fatto tatuare un pellicano sul polpaccio senza apparente motivo, ci siamo diretti verso la Gold Coast passando da Brisbane. La capitale del Queensland e’ una tranquilla metropoli di 2 milioni di persone che, probabilmente, regala molte più soddisfazioni ad un residente che a un visitatore. Il nostro tour ha previsto il centro città, il botanical garden, qualche chiesa, ma, sebbene tutto molto carino e atmosfera rilassata, nulla di veramente spettacolare.

Sbarcati in Gold Cost, per la precisione a Surfers Paradise, ci siamo accorti con stupore che a dispetto del nome non c’era nulla di dorato e, tanto meno, surfisti. Ad attenderci c’era invece una sfilza di grattacieli a fronte oceano in stile Dubai e un bel temporale che ci avrebbe tenuto compagnia durante tutta la notte, il che ci ha creato qualche grattacapo considerando che la nostra tenda non e’ propriamente impermabile. Per fortuna ci eravamo premuniti con uno di quei teli verdi da campeggio, peccato solo che fosse un po’ piccolo e ci siamo dovuti ingegnare legandolo alla macchina per impermeabilizzare tutta la tenda. Il risultato é stato una notte molto umida.

Lasciata, per nulla impressionati, la Gold Coast alle spalle, la nostra via del surf é proseguita verso Coolangatta e Byron Bay. Quest’ultima, in particolare, é veramente una cittadina incantevole della quale non si può che rimanere affascinati dall’atmosfera rilassata e un po’ hippy. La parte hippy scema un po’ quando si leggono i prezzi nei ristoranti e nei negozi di vestiti, ma Byron rimane un posto che ci é spiaciuto dover lasciare dopo una sola notte.

L’ultima tappa ci ha portato a Grafton, in cui non vi e’ assolutamente nulla da segnalare se non il fantastico (e soprattutto economico data la sua prossimità con il nulla) campeggio 5 stelle. Tutto molto lusso, dai bagni alla cucina, peccato solo per l’umidità tremenda che al confronto dormire sul ponte della barca é stato come dormire nel Sahara. Nel caso vi stesse chiedendo cosa ci facciamo in questo luogo che anche la Lonely Planet liquida con poche righe, la risposta é semplicemente che si trovava per strada dopo aver visitato la Surf Reserve di Angourie. Molto bella, se non fosse che bisogna essere Pro per surfare in quelle acque vista l’adiacenza con gli scogli. E sinceramente il sottoscritto di Pro ha bene poco…dopo 3 giorni ancora nessun segno di stare propriamente in piedi sulla tavola, ma rimaniamo ottimisti per il futuro!

Cheers,

D.

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Rainbow Beach – Grafton via Surfers Paradise and Byron Bay (undefined km)

During our trip on the East Coast we had an unexpected encounter: surfing. While we where in Noosa admiring some surfers we thought that an Australian road trip would not be such without a board to surf the waves in a country that is among the homelands of this sport. Of course, the idea was mainly mine as Roberta disagreed, but after a couple of hours of discussion I was able to persuade her. The real challenge was to find a cheap board that we could fit in the backseat of our car!

After surfing the Sunshine Coast and sleeping in a hostel with a really eccentric english guy who had just tattooed a pelican on his calf for no apparent reason, we headed to the Gold Coast through Brisbane. We guess that the Queensland capital city is one of that place where residents have a better time than tourists: the atmosphere was quite relaxed, but there was actually nothing special to visit. Anyway, at least a stop was due.

Landed in Surfers Paradise, we found out that despite the name there where no surfers at all. Probably the stormy weather didn’t help, as he didn’t help us in having a good night since our tent is not waterproof and we had to waterproof it with one of those camping green tarpaulin. Unluckly, the tarpaulin we bought was not big enough, so we definitely had a humid night.

In part for the bad experience and in part because we didn’t like the skyline with hundreds of skyscrapers right on the sea in a Dubai style like, we were more than happy to move on our surfer way to Coolangatta and, then, Byron Bay. We really enjoyed Byron because of the chilled out and hippy atmosphere. The hippy factor decreased when we checked prices of accommodation, restaurants and shops, but still it’s a pity we weren’t able to stop more than a mere night.

Finally, we made our way to Grafton, a place where there is nothing but the wonderful and luxury holiday park where we spent the night. Despite being a 5 star camping, it is also cheap given its proximity to no man’s land. Only problem was the humidity…at the certain point during the night it was raining within the tent! Anyway, it was on the way back from the Angourie Surf Reserve, a great place where unfortunately you’d better be a Pro to challenge the waves as there is no beach but just rocks. To be honest, I’m not even close to be a surfer, forget about being a Pro, so we turned to the near and more beginner friendly Yamba for some surfing. I still struggle to get on the board, but I’m sure I’ll make it by the end of the trip!

Cheers,

D.

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