Welcome to paradise: Fraser Island

Pubblicato il dicembre 11, 2012 di

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10 dicembre, Rainbow beach

Il nome aborigeno per Fraser Island è Paradiso. Ora, detto che non ricordo assolutamente il nome della tribu (e anche fosse non lo saprei scrivere e voi ve lo scordereste un secondo dopo averlo letto), bisogna ammettere che questi aborigeni ci avevano visto lungo, tanto che ad inizio del XX secolo gli australiani pensarono bene di deportare la tribù locale ed iniziare ad utilizzare il legname che incredibilmente cresce su questa isola interamente composta di sabbia. Per la precisione, la più grande isola di sabbia al mondo: 120×20 km di sabbia che negli ultimi 700 mila anni le correnti hanno accumulato in questo angolo di paradiso e che la bacchetta magica di madre natura ha saputo decorare con una foresta sud tropicale, laghi e fiumi .

L’unico modo per visitare l’isola è con un fuoristrada visto che, a parte uno sterrato in ghiaia che la percorre in lungo, tutte le “strade” altro non sono che sabbiosi sentieri. Nonostante il nostro credo nel “turista fai da te” ci siamo perciò dovuti aggregare ad un tour organizzato, ma in fin dei conti ne è valsa veramente la pena. La nostra guida Mike ci ha svelato con notevole senso dell’umorismo tutti i segreti dell’isola e si è destreggiato abilmente alla guida di un enorme bus 4x4tra le dune di sabbia. Siamo anche stati fortunati perchè essendo ancora bassa stagione il bus che solitamente ospita 40 persone oggi ne contava solo 16 cosicché ci siamo potuti godere al meglio la giornata.

Tra le meraviglie di questa isola unica, il lago Mackenzie sorprende per la spiaggia di sabbia bianchissima ed il fatto di non avere fiumi in entrata ed uscita, mentre i fiumi invisibili sono dei ruscelli silenziosi (scorrendo su letti si sabbia non fanno nessun rumore) che l’acqua trasparentissima rende impossibile da fotografare. Da ammirare anche i pinnacles, naturali castelli di sabbia colorata, e il relitto di una barca incagliatasi sulla spiaggia 70 anni fa e che oramai è quasi completamente inglobato nella sabbia.

Credetemi, davvero una giornata da ricordare…guidare su una spiaggia in cui non vedi la fine, i dingoes (cani selvatici) che fanno capolino e scrutano i turisti e la natura selvaggio che in questo piccolo pezzo di Terra ancora la fa da padrona. Benvenuti in paradiso!

Cheers,

D.

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December 10th, Rainbow Beach

The aboriginal name for Fraser Island means Paradise. Given that I absolutely don’t remember the name of the tribe (anyway you probably would forget it after a couple of seconds), I must admit that the aboriginal living in Fraser Island where right about this place, so right that in the beginning of the XX century they were kicked out by the Australians who claimed the sovereignty over the territory. The reason was the very good wood available from the trees that incredibly grows on an island entirely made by sand. Actually, the biggest sand island in the world: 120×20 km of sand pushed over 700,000 years by sea streams.

Since every “road” on the island is no more than a sandy path, the only way to tour the island is by 4WD. For this reason, even though we are big fans of “do it yourself” holidays, we had to book a tour, but in the end it turned out to be worth it. Our tour guide Mike knew quite everything about the Island. He was a good story teller, with a nice sense of humour and great sand driving capabilities. It must not be that easy to drive a 4WD bus on a beach! We were also quite lucky as just 16 people took part to the tour, so we were able to enjoy the peace of the place.

Among the many beauties of Fraser Island, we really enjoyed lake Mackenzie with its white sandy beach and the ghost creeks, small rivers that flowing in the sand make no noise and so transparent that they are almost impossible to picture in a photo. Other interesting things are the pinnacles, huge and colourful natural sand castles, and the wrack of of a boat stuck on the beach over 70 years ago and now slowly sinking in the sand.

in conclusion, it was an awesome day out…driving on a beach we couldn’t see the end and exploring a place where nature is still wild are things we will always carry a memory of. Welcome to paradise!

Cheers,

D.

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