Sailing and camping

Pubblicato il dicembre 11, 2012 di

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5-9 dicembre, Withsundays Islands – Rainbow Beach viaTown of 1770 (1250km)

La gita in barca a vela lungo le Withsundays Island e’ stata semplicemente spettacolare. In realtà di vela ne abbiamo fatta poca a causa della mancanza di vento, ma per il resto tutto é filato liscio sulla Ise Pearl, la barca di cui eravamo ospiti. Ogni giorno, per i tre giorni di navigazione, ci siamo fermati in un posto diverso a fare snornkeling e, con nostra sorpresa ogni immersione, ci regalava qualcosa di nuovo rispetto alla precedente in termini di colore dei coralli, pesci visti (manca solo Nemo all’appello) e quantità di pesci. Nell’ultima immersione c’era così tanti pesci che si sarebbe potuto pescare a mani nude!
Anche la vita da barca e’ stata piacevole nonostante gli spazi molto ridotti per 10 persone. A parte noi, a riempire gli spazi letto (che quasi nessuno ha poi effettivamente utilizzato visto che era molto meglio dormire sotto le stelle sul ponte) c’erano: Sparrow e Machi, capitano e cuoca nonché proprietari della barca, Claudia e Sarah, florist svizzere, Claudia e Eva, backpackers tedesche, e, infine, Holly e Jenny, coppia di accountants inglesi. Non avendo optato per una delle classiche “party boat”, con a bordo più di 20 persone (possibilmente ubriache), tutti noi temevamo un po’ di finire circondati da coppie in pensione ed, invece, io e Roberta eravamo quasi i più vecchi della compagnia sicché é stato molto facile socializzare. Anche nei momenti “morti” ci pensava comunque Machi a tenere viva l’attenzione della barca con la sua parlantina e la sua curiosità…tutti siamo stati “interrogati” circa le nostre passioni, i nostri sogni ed i nostri piani per il futuro. Sparrow, da buon marinaio, é molto meno loquace, ma non si tirava mai indietro quando c’era da raccontare un aneddoto e, soprattuto, una barzelletta. Rappresentativo quando, durante una nostra conversazione, alla domanda su come si fossero conosciuti la risposta di Sparrow e’ stata “Su una barca”, mentre quella di Machi una storia di almeno 10 minuti! Insomma, non possiamo che ringraziarli per il tempo passati sulla Ise Pearl, la buona cucina, lo snorkeling e lo spettacolo magico del plancton fluorescente la sera. Mai ci era capitato di assistere ad uno spettacolo del genere: grazie al buio della baia in cui eravamo ancorati per la notte, Machi ci ha mostrato come, smuovendo la superficie del mare, il plancton si “accende” come una lampadina e per qualche strana magia della natura si riescono ad intravedere i pesci che nuotano proprio al di sotto della superficie dell’acqua.

Terminati i nostri giorni di relax in barca, ci siamo subito rimessi in viaggio per recuperare il tempo perduto. Sbarcati ad Airlie Beach alle 4, dopo una breve sosta per rifornimento rieccoci in macchina direzione MacKay, anonima cittadina agricola del Nord Queensland (non ce ne vogliano gli abitanti) che avrebbe dovuto offrirci ospitalità per la notte. Peccato che con un ostello fantasma (impossibile da trovare/contattare), uno completamente pieno e tutti i campeggi con la reception già’ chiusa da ore (ed erano le 7…) non ci e’ restato che continuare il nostro viaggio nella speranza di trovare qualcosa più vicino. Peccato solo che con il buio ed il rischio canguri la velocità massima che ci siamo sentiti di affrontare era 60 km orari, motivo per cui dopo 8 ore di viaggio e solo 450km alle spalle abbiamo deciso di trovare riposo in una fantastica piazzola a bordo strada. Per fortuna la compagnia non ci mancava visto che molti optano per questa soluzione per salvaguardare il proprio parabrezza. Unici ad affrontare la notte sono i famosi Road train, camion giganti e con parafanghi (o per meglio dire paracanguri) rinforzato per ogni evenienza che non temono nessun impatto e viaggiano ad oltre 100km orari quando dopo l’imbrunire la strada diventa tutta loro!

La giornata seguente la prima notte in macchina non è stata delle più idilliache. Poche ore di sonno in posizioni improbabili si sono fatte sentire nella schiena, ma nonostante ciò abbiamo messo a referto altri 400km utilissimi a rimpinguare un bottino che fino ad allora ci vedeva molto lontani dalla tabella di marcia. Tappe del giorno sono state Emu Park, di cui ricordiamo i bagni pubblici vista oceano in cui ci siamo potuti finalmente lavare dopo 3 giorni di barca ed uno in macchina, Rockhamptom, la città i cui 74mila abitanti amano affollare il supermercato (opinione personale dovuta all’impossibilità di trovare parcheggio), e, dopo centinaia di chilometri di nulla, Agnes Water e Town of 1770, cittadine gemelle note per essere il luogo dello sbarco del Capitano Cook (nel 1770, evviva la fantasia). Che poi parlare di cittadina per 1770 è quasi esagerato visto che il campeggio conta probabilmente il 50% della popolazione locale, ma la bellezza del panorama ci ha spinto ad abbandonare definitivamente la poca voglia di rimetterci in viaggio a favore di un paio di ore al mare. D’altra parte era impossibile resistere al richiamo della prima spiaggia senza medusa e di un tramonto sul mare (essendo la costa Est australiana rivolta, incredibilmente, verso Est è rarissimo da queste parti trovare una spiaggia in cui si possa ammirare l’imbrunire!).

Nonostante la scarsità della nostra attrezzatura da campeggio (materasso composto da asciugamani e coperta fatta da felpe), la notte in tenda trascorsa a 1770 è stata un toccasana rispetto alla precedente in macchina. Per chi non avesse mai vissuto quest’esperienza, dormire con di fronte un volante è un po come cercare di dormire su un volo Ryan Air con il passeggero di fronte che tira giù il sedile…
I nostri oramai soliti 400 km di giornata ci hanno visto passare per Budanberg, capitale del rum australiano con tanto di bottiglia più grande del mondo, e Harvey Bay, che ricorderemo per il lungomare in stile Senigallia senza gli ombrelloni, prima di arrivare a Rainbow Beach, famosa per le dune di sabbia colorata a picco sul mare ed a noi utile per essere il punto di partenza della gita a Fraser Island. Peccato solo non essere riusciti a trovare un ostello e passare nuovamente la notte in campeggio, non tanto per il dormire in tenda, bensí per la mancanza di cucina che ci obbliga nuovamente a tonno e pomodori!

Con questo fanno anche 5 giorni consecutivi di pernottamento in luoghi senza internet, nella speranza di poter prima o poi trovare una connessione per lasciare queste parole ai posteri vado a preparare il mio comodissimo giaciglio…

Cheers,

D.

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December 5-9th, Withsundays Islands to Rainbow Beach via viaTown of 1770 (1250km)

Sailing the Withsundays Islands has been just wonderful. Actually, we haven’t sailed that much due to the lack of wind, but being on the Ise Pearl (the old style wooden boat which hosted us) was good fun. Ever day we stopped in a different spot for snorkelling and everyday we saw something new and surprising. We didn’t see Nemo, but at a certain point there were hundreds of fishes swimming around us!
Despite the small amount of space for 10 people, living on a boat was lovely. When we chose not to board on one of the many party boats filled up with drunk teenage backpackers, we were a bit afraid about the kind of people we would have ended up sharing this experience. Luckily, company was awesome. In addition to Sparrow and Machi (sailor man and cook as well as owners of the boat), we had to share our room with Claudia and Sarah, swiss florist, Claudia and Eva, german backpackers, and Holly and Jenny, a couple of english accountants. In the end, almost none shared the room since we all slept on the deck…it was just nicer and less hot under stars! Among the snorkelling, the company and the good food, one of the best thing of the cruise was the magic show we attended during a night. Thanks to the darkness of the bay where we were going to spend the night, Machi showed us that moving the surface of the water with a stick lights up a species of fluorescent plankton giving to the water a magical sparkling effect.

As soon as we were back on land, we hit the road trying to catch up with our schedule. Therefore, we decided to leave Airlie Beach to spend the night in MacKay, an anonymous farming town in North Queensland (if you are from there please don’t take it personally!). Unfortunately, by the time we were there all the camping receptions were closed and the only couple of hostels we were able to find were either fully booked or impossible to find. Plan B was to keep driving hoping to find something along the way…after a long way and 5 hours spent driving at donkey speed in the darkness, we had to give up and sleep in the car in a rest close to Rockhampton. For our next road trip we are considering renting one of those road trains, big trucks with special metal bumper that were the only ones to travel over 100km/h without any fear of hitting something in the dark.

The day after a night spent in a car is never too pleasant. We could feel in our backs the few hours of sleep in very uncomfortable positions, but we kept for other 400 km in other to catch up with our trip table. On the way to Town of 1770, famous as the place where Captain Cook landed in year 1770 (what a coincidence!), we visited Emu Park (very nice ocean view public toilet!) and Rockhampton (the only place in Australia where it is impossible to find a parking slot at Coles!). Despite the small dimension, we enjoyed so much Town of 1770 that we decided to increase its tiny population of 2 units for a night. Spending an afternoon on the beach watching the sunset (1770 faces west unlike most of East coast beaches) was just so more appealing than driving again!

Deciding to spend the night camping was probably not the best idea for our spring backs since we are still using towels as mattress, anyway the night in the tent has been way better than the previous one in the car. We felt so rested that we drove other 400 km through Bundanberg (the capital of Australian rum), Harvey Bay (which took us an hour to figure out it is not a proper city) and finally Rainbow Beach, famous for its colourful dune cliffs and a very comfortable location to depart for our daily tour to Fraser Island.

This is the the 5th night in a row we sleep in a place without internet connection, so while I think to a solution to tell relatives and friends that I’m alive, I’ll go to get my really comfy mattress in the tent ready!

Cheers,

D.

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