Miss Bikini ad Airlie Beach

Pubblicato il dicembre 2, 2012 di

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2 dicembre, Townsville – Airlie Beach (310km)

E dire che per un attimo avevamo anche pensato di saltarla, Townsville. Invece, dopo 2 giorni trascorsi nella capitale del North Queensland, abbiamo speso la mattinata a visitare un paio di zone della città che ancora ci mancavano. Approfittando di un paio di ore buche nell’attesa che aprisse la reception dell’ostello per riconsegnare le chiavi e farci restituire i soldi della caparra (questi pelandroni aprivano alle 9!), ci siamo recati alla Rock Pool al fondo del lungo mare, una piscina tra le rocce con l’acqua dell’oceano, ed a Castle Hill, la collina che domina il centro città ed offre un’ottima vista di tutto l’entroterra. Credo veramente che se non avessimo dedicato tempo a queste visite ce ne saremmo pentiti per molti anni a venire.

Svolte le pratiche burocratiche e non prima di esserci concessi un giro al mercatino, ci siamo finalmente messi in viaggio verso Airlie Beach. 275 km di canne da zucchero, coltivazioni di mango,  mucche ed altre canne da zucchero. 3 ore di viaggio con uniche interruzioni un pit stop al McDonald di Ayre (pit-stop nel vero senso automobilistico del termine visto che siamo passati dal drive thru) ed una fermata sul lungomare di Bowen (o Bowenwood come capeggia sulla cisterna dell’acqua che governa la città) di cui la Lonley Planet esalta la bellezza, ma più che il panorama ci ha sorpreso la presenza di una palestra a cielo aperto e vista oceano con tanto di bench press, step e squat press!

Giunti nel primo pomeriggio ad Airlie Beach, gateway to the Withsundays Island (come cita il cartello di una vecchia pubblicità all’entrata del paese), ci siamo messi subito in cerca di un’agenzia che ci facesse un buon prezzo per una escursione in banca a vela alle suddette Withsundays, motivo per il quale ci siamo avventurati in questo buco di paese la cui caratteristica principale é quella di attirare migliaia di backpackers festaioli da tutto il globo. Giusto per rendere l’idea, l’evento principe del pomeriggio di Airlie e’ stata la competizione per eleggere Miss Bikini tra le ragazze degli ostelli. Esattamente quel tipo di eventi cui mi piace partecipare, ma che da oramai 6 anni a questa parte mi viene vietato e perciò fingo di aborrare.

Poiché ad Airlie il business principale di ogni agenzia viaggi, ostello, negozio (e poco ci manca anche farmacie e supermercati) e’ quello di vendere le escursioni in barca alle Withsundays Islands, ci e’ stato consigliato da Giuseppe (nostro amico dell’ispirante blog La Mia Australia) di non prenotare on-line, ma di venire direttamente in loco per contrattare sul prezzo vista la concorrenza spietata. Ora, noi non siamo dei grandi contrattatori, ma già solo per riempire le barche last minute ogni agenzia offriva sconti al ribasso alquanto consistenti, sicché tutto ciò che abbiamo dovuto fare é stato trovare l’offerta migliore e sperare di non aver preso un fregatura! Unico problema, la partenza e’ tra due giorni quindi dovremo inventarci qualcosa da fare per i giorni a seguire…speriamo in una seconda edizione del campionato di bikini o perlomeno un Miss maglietta bagnata!

Risolta anche la pratica ostello, la nostra serata ha preso una svolta tutta italiana quando abbiamo prima re-incontrato Gianluca (un ragazzo conosciuto qualche giorno fa in un ostello a Mission Beach) e poi conosciuto Patrizia, giramondo di Alassio che quando non lavora durante la stagione estiva approfitta dell’inverno boreale per visitare il resto del globo. Chi lo sa, magari nelle nostre prossime tappe la incontreremo nuovamente, come accaduto con Gianluca e con altri ragazzi che da quando abbiamo iniziato il nostro viaggio continuiamo a ri-vedere per strada. Forse alla fine l’Australia non e’ così grande come sembra!

Cheers,

D.

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Pubblicato in: AU project