Ritorno alla civilta’

Pubblicato il novembre 28, 2012 di

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28 Novembre, Cape Tribulation to Cairns (130 Km)

Nel caso vi trovaste mai a passare una notte a Cape Tribulation, evitate assolutamente l’ostello Beach House se non siete più che pronti per un’esperienza…estrema! Della struttura open air dell’ostello e dei suoi simpatici abitanti vi ho parlato già nel post precedente, passiamo però ad analizzare nel dettaglio la nottata:

- ore 11:00. Robi:”ho freddo spegniamo l’aria condizionata e accendiamo il ventilatore”

- ore 11:01. Robi ronfa ed io insonne ad ascoltare il fastidioso TIC TIC TIC TIC del ventilatore

- ore 12:00 sempre insonne, sempre TIC TIC TIC

- ore 3:30 semi-insonne e sudato come un cammello mi alzo a spegnere il ventilatore e riaccendere il condizionatore.

- ore 3:31 insonne ad ascoltare il rumore tipo turbina di aereo sviluppato dal condizionatore

- ore 4:30 finalmente raggiunta una temperatura ragionevole all’interno della stanza, mi addormento e mi risveglio solo ogni 10 minuti quando la temperatura scende sotto quella impostata ed il condizionatore si riaccende.

- ore 9 mi sveglio e mi accorgo che la sveglia impostata per le 7 non ha funzionato e siamo cosi già in ritardo di due ore…

 

A parte l’inizio non dei più promettenti, la giornata è poi trascorsa piacevolmente facendo beach surfing, ovvero sallando tra una spiaggia e l’altra nel tratto di strada che da Cape Tribulation ci ha riportato a Cairns. Di particolare bellezza la spiaggia di Myall Beach, raggiungibile dopo circa 400 metri di sentiero nella fitta foresta pluviale. Oceano da una parte e palme dall’altra, sembrava di essere sulla spiaggia di Castaway, il film con Tom Hanks, solo che al posto del pallone Wilson io avevo Roberta ed è stato impossibile fare il bagno a causa dei cartelli intimidatori circa la presenza di coccodrilli e meduse. Un problema, quello delle acque infestate, comune a tutte le spiagge nel Nord Queensland, ma purtroppo questo è il prezzo da pagare per godere di questi luoghi selvaggi e poco battuti.

Per riuscire a rinfrescarci (per modo di dire visto che la temperatura dell’acqua si aggira sui 30 gradi) siamo perciò dovuti tornare a Port Douglas, dove la maggiore presenza di abitanti e turisti ha permesso la creazione di una zona sicura delimitata da reti e sorvegliata dal classico bagnino con berretto giallo e rosso.

Unica distrazione al nostro beach surfing, la visita alla gelateria più eccentrica della terra. Con i suoi 40 gusti di frutti tropicali, alcuni di essi sconosciuti, la Daintree Ice Cream Factory è senza dubbio un modello di business di difficile imitazione!

Per concludere la serata, doppio pasto gratis a Cairns. Qui gli ostelli hanno l’ottima usanza di dare buoni per cene gratis in pub convenzionati, così stasera abbiamo usufruito del buono di stasera e di quello inutilizzato durante la nostra prima sera a Cairns quando arrivammo troppo tardi. Meglio fare scorta per il futuro visto che non sappiamo cosa ci tocchera’ nei prossimi giorni!

Cheers,

D.

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Pubblicato in: AU project