The Great Barrier Reef

Pubblicato il novembre 26, 2012 di

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Cairns, 26 Novembre – Ancora in diretta dal sudicio, maleodorante, umido e rumoroso ostello. A diminuire ulteriormente la quotazione dell’ostello rispetto al post di ieri, l’aria condizionata che ieri ancora non ci eravamo resi conto essere rumorosa come le turbine di Airbus A380. Praticamente come dormire sulla pista di atterraggio di Dubai in pieno agosto. Paragone che calza a pennello se pensiamo alle luci degli aerei come al lampione subito fuori dalla nostra finestra che illumina la camera a giorno.

A parte la mancanza di sonno, la giornata di oggi e’ stata alquanto piacevole. La gita in catamarano sulla Great Barrier Reef e’ stata decisamente un’esperienza entusiasmante. La partenza mattutina (ore 7.30 al porto) non e’ stata un problema considerando la notte insonne ed il viaggio di 2 ore per raggiungere la Great Barrier Reef ci ha permesso un pisolino rigenerante prima della prima delle due sessioni di snorkeling. Indossate pinne, occhiali e muta (quest’ultima affittata dopo il terrorismo psicologico del personale di bordo circa le meduse abnormi che popolano la zona) ci siamo tuffati nelle finalmente tiepide acque oceaniche, nulla a che vedere con il mare gelato di Bondi Beach a Sydney! La migliore sessione di snorkeling e’ stata pero’ la seconda, quando il catamarano ha approcciato Michaelmas Cay: un’isoletta parco naturale che ospita centinaia di uccelli circondata da un mare di tutte le tonalità’ di colore immaginabili a seconda della profondità del fondale. Insomma, uno di quei luoghi da cartolina dai quali non si vorrebbe mai andare via. Durante la seconda immersione, la barriera corallina era così vicina alla superficie dell’acqua che bisognava fare attenzione a muoversi senza danneggiarla ed e’ stato possibile ammirarne i colori vivaci e la miriade di pesci anch’essi coloratissimi. Eravamo così entusiasti di fotografare qualsiasi fesseria con la fotocamera subacquea che non ci siamo accorti di aver quasi finito la batteria e approdati sull’isoletta (con Robi in versione Bond Girl a togliersi la muta) siamo dovuti correre per farci fare almeno una foto assieme incorniciati da questo scenario paradisiaco.

Tornati a Cairns (abbiamo cercato di nasconderci tra i coralli, ma l’equipaggio ci ha intimato di tornare a bordo), dopo una visita al centro turistico alla ricerca di informazioni per domani e una bella doccia rigenerante, ci siamo diretti al Woolshed, pub molto apprezzato dai backpackers in quanto offre un pasto gratis a patto di comprare un drink. Pasta scotta e birra per 5 dollari sono veramente un’offerta irrinunciabile!

Ora e’ ora di tornare ai preparativi per la giornata di domani: obiettivo Cape Tribulation.
Cheers,

D.

PS Ci scusiamo per postare una sola foto, peraltro in bassissima definizione, ma a causa della velocita’ di connessione e’ il meglio che riusciamo a fare!

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For our not Italian speaking friends:

We are still working on the english version of the blog. In the meantime, here are some highlights form the last 2 days:

- Sunday morning, after a few ours sleep due to the end of the rugby season function, we finished to pack in Sydney’s 30 degrees heat. Good news, we were able to fit (almost) everything in our backpacks. Bad news, we forgot to book the shuttle so we had to carry everything to the airport using public transportation!

- The hostel we booked lost our bookings so we had to change for a dirty, smelly and humid one.

- The above mentioned hostel has a very loud air conditioning. Given noise, humidity, heat and the light pole right outside our window (without blinders) it feels like sleeping at Dubai International Airport (outside, of course)

- Today lovely trip to the Great Barrier Reef. Now we understand why it is called great! (apologies for the only low def picture, but due to the speed of connection this is the best we can do)

- So far so good, tomorrow we rent the car and we go to Cape Tribulation.

Cheers,

D.

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