Gita Pasqualizia

Pubblicato il aprile 10, 2012 di

4


Oramai la pubblicazione di nuovi post ha cadenza mensile, ma é risaputo che per produrre un prodotto di qualità ci va tempo e dedizione. Pensiamo, infatti, a mensili del calibro di National Geographic, l’Harvard Business Review ed Hurrá Juventus mentre d’altra parte tra i settimanali ricordiamo Novella 2000, Gente e Grand Hotel (magazine che, tra l’altro, sono riuscito a trovare d’importazione in un’edicola del quartiere Five Dock).

Tralasciando i convenevoli, finalmente dopo 3 mesi in terra australe abbiamo lasciato Sydney con la scusa del lungo week end di Pasqua. Quattro giorni che ci hanno portato sino a Jervis Bay: due ore e mezza rotolando verso sud secondo Mr. Google Maps, 10 ore di viaggio per la nostra combriccola multiculturale che comprendeva (in ordine prettamente casuale):

- n.1 italiani di origine 100% piemontese (come la bagna cauda)
- n.2 canadesi di origine ucraina
- n.1 australiani di origine sudafricana
- n.1 australiani di origine greca
- n.1 italiani di origine mista

Tralasciando la bellezza dei luoghi che lascio alle immagini ed i commenti sulla sfiga circa il meteo (ovviamente i giorni migliori sono stati quelli passati in viaggio), onde evitare di essere prolisso come al solito mi limiterò ai momenti salienti del nostro road trip pasquale:

- 10 ore di viaggio seduto sul sedile posteriore di una Yaris contenente 5 esseri umani e relative provviste e bagagli per 4 giorni di gita fuoripista (neanche il mitico ragionier Fantozzi sarebbe riuscito in una simile impresa);
- il “we are not going to stop anymore” pronunciatio alla quinta ora di viaggio e ovviamente smentito dopo neanche mezz’ora per fermarci a mangiare le famose Pie di Berry;
-  grigliatona di Pasqua comprendente: bruschetta, riso fritto, salsicce, steak, lamb, assortimento vario di frutta e verdura, gelato affogato al cioccolato;
- casa affittata che secondo annuncio era vicino a Jarvis Bay dove il termine “vicino” aveva probabilmente connotati australiani (1 ora di viaggio);
- casa affittata che in compenso includeva tutti i comfort: dal BBQ alle tavole per il body surfing, dal frullatore ai giochi da tavolo (senza dimenticare il letto comodissimo decisamente più comodo di quello di casa, motivo in più  per rimpiangere la fine della vacanza), il tutto ad un prezzo irrisorio;
- avvistamento del primo canguro;
- partecipazione al solito traffico stradale da esodo e contro-esodo pasquale a riprova del fatto che tutto il mondo é paese.

Vi lascio alle foto che, come detto, sapranno certamente descrivere la bellezza di Jervis Bay e dintorni!

Cheers,

D.

Questa presentazione richiede JavaScript.

PS Per chi non ne avesse ancora abbastanza altre foto si possono trovare al seguente link!

About these ads
Pubblicato in: AU project