Altro che bungee jumping…

Pubblicato il gennaio 9, 2012 di

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La Nuova Zelanda è rinomata per essere la patria degli sport estremi, ma per vivere emozioni forti non c’è bisogno di spendere un capitale in bungee jumping o cose simili. Basta farsi qualche giorno a Chrischurch e con un po’ di fortuna potrete svegliarvi anche voi in piena notte con la casa tremante a causa di un bel terremoto di magnitudo 5. Il consiglio è quello di scegliere una casa possibilmente vecchia e in legno: l’effetto rollercoaster è assicurato.

Trascinati dall’atteggiamento positivo di Grant (il padrone della casa in cui abbiamo passato la nostra settimana nella capitale del Sud) oramai cerchiamo di riderci su anche noi, ma vivere da queste parti ultimamente non è affatto facile. Dopo la scossa dello scorso Febbraio, che ha raso al suolo il centro città e privato la città del mondiale di rugby, e quella più recente di dicembre, che ha scosso le anime dei rimasti, la città sta cercando lentamente di ricominciare. I continui sismi rendono però in certo il futuro (si parla di un 2% di possibilità di un terremoto di magnitudo 7, distruzione pressoché totale, entro i prossimi vent’anni) ed al momento la ricostruzione fatica a decollare, anche se i primi segnali della svolta si sono avuti in Ottobre con l’apertura vicino al centro storico di un area shopping/svago con i negozi ospitati dentro colorati container. Passeggiando per la città resta comunque l’amarezza di vedere a pezzi quella che a nostro parere doveva essere la città più bella della Nuova Zelanda.

Per quanto ci riguarda, dopo aver vissuto i primi 2 giorni con il patema di vendere la macchina ed i seguenti 2 giorni con il patema del terremoto, finalmente siamo riusciti a goderci gli ultimi due giorni prima della partenza verso l’Australia. Detto che la storia della vendita della macchina e del nostro stravagante compratore verrà narrata solo ed esclusivamente di fronte ad una birra, poiché il racconto non si addice ad ogni sorta di pubblico, e che dei terremoti abbiamo già detto, gli ultimi giorni sono trascorsi piacevolmente tra una passeggiata sulle colline che circondano Christchurch ed una cena all’italiana in compagnia di James (un amico kiwi-bergamasco), la torta al cioccolato fatta in casa con la panna montata (dal sottoscritto con il frullino, lovely!) che Grant si è sbaffato in un giorno tanto da doverne fare un’altra ed un film giapponese degli anni ’50 che ci siamo visti con i sottotitoli in compagnia della vicina di casa ed del suo fedele gatto che la segue ad un isolato di distanza. E pensare che abbiamo trovato la nostra accommodation per puro caso… a causa del bizzarro compratore della macchina di cui sopra siamo arrivati in ritardo all’ostello in cui dovevamo alloggiare ed  è cosi che avendo già dato via la stanza ci hanno fornito il numero di telefono di Grant che vive nella casa accanto all’ostello! Questa è la Nuova Zelanda, ma dopo 130 giorni nel paese della lunga nuvola bianca è giunto il momento di fare le valigie e ripartire verso nuove avventure. Australia here we come!

Cheers,

D.

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Pubblicato in: NZ project