Il lavoro perfetto. Forse

Pubblicato il dicembre 13, 2011 di

5


Blenheim, 13 dicembre. Pensavamo di avere fatto il colpo gobbo, invece dopo 4 giorni trascorsi a raccogliere ciliegie ci ritroviamo a fare i conti con il nostro ego a pezzi. Perché il cherry picking non è un lavoro: è una corsa ad ostacoli verso quell’obiettivo chiamato salario minimo.

L’idea di aver trovato il lavoro perfetto è durata all’incirca 20 minuti, giusto il tempo per la prima lavata di capo da parte del nostro supervisore. Fino ad allora tutto paradisiaco: un lavoro che ci avevano detto essere ben retribuito , non particolarmente pesante e che ti permette addirittura di mangiare ciliegie a volontà durante la giornata! Poi accade ciò che non ti aspetti. Il supervisore che ti dice che come stai raccogliendo non va bene e che se ti vedesse il proprietario sarebbero guai…ed il proprietario del frutteto che magicamente si materializza per dirci che se avessimo continuato cosi il nostro impiego avrebbe avuto le ore contate. Da questo momento in poi le nostre giornate a Cherryland si sono trasformate in un incubo. Con l’ansia perpetua di essere messi alla porta le nostre paure si sono trasformate in realtà al concludersi della seconda giornata. Proprio quando finalmente incominciavamo a prendere il ritmo, raccogliendo abbastanza ciliegie per  raggiungere il minimo sindacale di 14,05 NZD all’ora (noi siamo infatti pagati a cottimo), ecco piombare su di noi la manager del frutteto con tanto di nuova lavata di capo circa la qualità del raccolto e conseguente minacci a di essere mandati a casa al prossimo errore. Non male considerando che al momento erano trascorse meno di 48 ore dall’inizio del nostro lavoro da sogno!

Da allora procediamo con lentezza, ma precisione maniacale, il che si traduce però in uno stipendio di gran lunga inferiore al minimo sindacale. Senza contare lo stress giornaliero cui siamo sottoposti visto che a detta del manager le nostre ciliegie non sono mai abbastanza mature, scure, rotonde, senza ammaccature…insomma, non sono mai abbastanza ciliegiose. Come se non bastasse, al termine della solita stressante giornata  siamo stati anche chiamati dalla direzione mentre finalmente ci rilassavamo in biblioteca: per fortuna volevano solo il numero di conto corrente per addebitare lo stipendio, ma abbiamo perso dieci anni di vita al pensiero di avere commesso chissà quale irreparabile danno!

In conclusione, se volete un consiglio spassionato lasciate perdere il business delle ciliegie. È decisamente meglio una bella passeggiata nelle vigne potando le viti, o ancora una fantastica giornata in ufficio cercando di riconciliare conti di bilancio! Comunque non ci spezziamo, ringraziamo di avere un lavoro e, come si dice in questi casi, impariamo l’arte e la mettiamo da parte…con i tempi che corrono non si sa mai che al nostro ritorno in Italia essere esperti raccoglitori non possa tornare utile!

Cheers,

D.

About these ads
Pubblicato in: NZ project