Tempo di cambiamenti (e l’importanza del backpack)

Pubblicato il dicembre 6, 2011 di

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Blenheim, 06 dicembre. Essendo questo un blog sul viaggio (e sul rugby anche se non sembra…) ed essendo nello stesso luogo da oltre due settimane abbiamo deciso di mettere un po’ di scompiglio nella nostra tranquilla esistenza di campagna.

A parte il progetto Australia, di cui abbiamo già trattato, con la nuova settimana abbiamo intrapreso un paio di iniziative per movimentare la nostra routine. Innanzitutto abbiamo cambiato lavoro: archiviata momentaneamente l’esperienza viticola ci siamo gettati sulle ciliegie. Dall’alto della nostra esperienza nei cortili dei nostri nonni siamo infatti stati assunti come raccoglitori di ciliegie professionisti. Per ora abbiamo firmato il contratto ed appena il maltempo ci darà tregua potremo cominciare la nostra nuova attività. Il nuovo lavoro getta l’amo per trattare un tema importantissimo, ma spesso sottovalutato in ambito contadino: il networking. L’idea delle ciliegie ci è, infatti, venuta grazie ad una nostra ex-collega nelle vigne che ci ha dato il contatto del posto in cui lavorava. Il consiglio che diamo a tutti coloro che mai pensassero di imbarcarsi su una avventura simile alla nostra, ed a noi stessi in vista dei prossimi spostamenti,  è: parlate con la gente! Siate curiosi, fate domande, confrontatevi! Google vi sarà molo meno d’aiuto nel cercare lavoro in un paesino della Nuova Zelanda di quanto lo sia il primo sconosciuto che incontrate al super mercato. Forse è il consiglio più banale del mondo, ma poi un po’ per timidezza, un po’ per orgoglio, talvolta si tende a dimenticare quello che è il secondo comandamento del buon backpacker.

Ed il primo comandamento?

Il primo comandamento ci manda al secondo cambiamento di giornata: l’ennesimo trasloco. Stanchi delle promesse mai mantenute dei padroni di casa (anche se grazie al cielo almeno internet è arrivato in tempo per l’uggioso weekend appena trascorso) abbiamo deciso di cambiare il nostro alloggio. Poiché si tratta del milionesimo trasferimento da quando siamo partiti, abbiamo finalmente capito che la regola numero uno del backpacker è…(rullo di tamburi)…avere un backpack! Come regalo di Natale ci siamo concessi una spesa extra e finalmente anche noi abbiamo il nostro zaino. Fregiarsi dell’appellativo di “zainista” è facile, molto meno banale è stato fare entrare nello zaino il contenuto di una valigia dimensione maxi. Rivolgiamo perciò un appello a tutti coloro che si accingeranno a partire prossimamente: non vi servono 25 magliette, 8 gonne, 4 paia di jeans, 3 camice, 1 completo, 2 cravatte, le scarpe eleganti, le scarpe da corsa, le scarpe da uscita per il thè delle 5, etc… Indipendentemente dalla durata del vostro viaggio, tutti i vestiti che riuscirete a fare entrare in uno zaino da montagna saranno più che sufficienti a soddisfare ogni vostra esigenza. State tranquilli che qui non si infighettano per andare al supermercato come abbiamo assistito in anni di Esselunga di via Ripamonti. Usciti dalla vigna e pieni di terra fin dentro le narici potrete recarvi in qualsiasi luogo di aggregazione sociale, dalle poste alla biblioteca con internet gratis senza che nessuno storca al naso o vi lanci occhiate di disgusto. Unica eccezione sul guardaroba da mettere nello zaino: le mutande. Potrebbe capitare di non fare la lavatrice per diverse settimane, quindi anche considerando un utilizzo di un paio di giorni per lato (si possono sempre girare, no?) è consigliabile portarne una quantità elevata.

Detto questo vi salutiamo e vi lasciamo alle consuete foto, alcune di esse a dimostrazione che anche qui nonostante la mancanza di neve lo spirito natalizio si sente eccome!! ;)

Cheers,

D&R

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Pubblicato in: NZ project