Blenheim week II

Pubblicato il dicembre 3, 2011 di

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Blenheim, 3 dicembre. Anche la seconda settimana da viticoltori è trascorsa ed è finalmente arrivato il weekend. Un’altra settimana trascorsa tranquillamente, ma non per questo priva di emozioni. Dal punto di vista del lavoro abbiamo arricchito il nostro “bagaglio tecnico”, scoprendo che esistono vari livelli di difficoltà del bud rubbing a secondo del ciclo di vita della pianta. Tradotto in soldoni vuol dire che si può lavorare su una pianta dai 3 secondi ai 3 minuti ed essendo pagati a pezzo si traduce in una notevole differenza in termini di salario (e mal di schiena). Inoltre, abbiamo imparato un nuovo processo chiamato wire lifting. Praticamente si tratta di alzare i fili metallici per sostenere la crescita della vite, ma come per i job title dati nelle aziende detto in inglese sembra molto più articolato ed interessante!

Dal punto di vista umano continuiamo a fare molte conoscenze. Alcune di esse molto interessanti, come il proprietario della vigna in cui abbiamo lavorato nel corso dell’ultima settimana. Un uomo con barba e camicione stile taglialegna canadese, ma dalla chiacchera facile tanto da propinarci durante la pausa pranzo un pippone di un’ora sui più svariati argomenti (dall’energia nucleare alla viticultura tedesca). Altre conoscenze si rivelano invece ogni giorno più sgradevoli. I personaggi che gestiscono la casa si sono dimostrate persone veramente inaffidabili e scorrette. A distanza di quasi due settimane dal nostro arrivo non hanno mantenuto nessuna delle promesse fatte circa i servizi della casa. Non che pretendessimo di alloggiare all’Hilton, ma che ci installassero internet e pulissero casa come da accordi. Oramai la visita quotidiana al Fish&Chips di proprietà di tali individui per lamentarsi è diventata un must e sembra di essere in uno di quei film comici americani in cui accadono le cose più irreali. Un giorno entriamo nel Fish&chips ed un tizio, ignorando la nostra presenza, inizia a pregare di fronte a noi mentre un secondo ci chiede cosa non va. Dopo aver discusso con lui circa le problematiche ci viene chiesto di aspettare e dopo un quarto d’ora di attesa il tizio che pregava risorge e come nulla fosse ci dice: “Hi, how can I help you?”. Senza parlare delle scuse improbabili circa la mancata installazione di internet. Ogni giorno al tizio della Vodafone succedono le cose più disparate: oramai ci manca solo che venga rapito dagli alieni. Tuttavia restiamo ottimisti…notizia dell’ultima ora è che è stato installato un telefono. Non funziona, produce solo un rumore sordo e ci è stato detto di aspettare che squilli per aspettare che arrivi il padrone di casa con il modem. In Nuova Zelanda hanno veramente una metodologia particolare per installare internet…

Comunque, tutto fa esperienza e ci insegna che anche nel paese migliore del mondo bisogna stare all’erta ed evitare i soliti furbetti del quartiere. Inoltre, fortunatamente dalla prossima settimana abbiamo trovato un’altra stanza in affitto. A meno che uno degli inquilini non faccia pratica suonando l’oboe di notte difficilmente potrebbe essere peggio della situazione attuale.

Non ci resta che goderci il sudato weekend!

Cheers,

D

PS A brevissimo succose novità!! ;)

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Pubblicato in: NZ project