Siamo tornati!!!

Pubblicato il novembre 6, 2011 di

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Wakefield, 06 Novembre 2011. Rieccoci. Si, lo so… è passato un sacco di tempo e forse molti di voi non si ricordano neanche più della nostra esistenza. Solo che un po’ la pigrizia, un po’ il fatto che ci siamo fermati dopo un po’ di mesi, fatto sta che il blog è caduto momentaneamente nel dimenticatoio. Non che di cose non ne siano accadute in queste settimane di silenzio mediatico, tanto che ho meditato a lungo (un paio di secondi, ma si sa il tempo è relativo!) se fare un racconto a puntate o iniziare una singola narrazione interminabile. Ovviamente la scelta è ricaduta sulla seconda opzione, quindi preparatevi una bella cioccolata calda, mettetevi comodi sul divano e cercate di non addormentarvi a metà strada (se invece siete in ufficio andate alle macchinette, vi consiglio una bevanda al gusto di the al limone, e bloccatevi il Calendar per le prossime ore).

Andiamo con ordine. Ci eravamo lasciati a Greymouth in cerca di lavoro e ci ritroviamo in una casa di un cercatore d’oro. L’equazione è molto più semplice di quello che potrebbe sembrare… la metropoli della West Cost (così viene definita Greymouth in virtù della numerosa popolazione di 10,000 anime) è tra le aeree di estrazione aurifera più famose del paese, quindi è normale da queste parti trovarsi in casa di qualche Gold Miners. Se state immaginando un uomo dalla folta barba, con una camicia a quadrettini che si immerge nelle gelide acque del Klondike munito di piccozza e setaccio devo però deludervi: il processo moderno di estrazione dell’oro è decisamente meno “romantico”. Per 10 ore al giorno grossi escavatori caricano di terra enormi macchinari in grado di separare dal resto della rumenta pagliuzze d’oro, sabbia e sassolini. Tramite una serie di processi interminabili l’oro viene in seguito separato dalla sabbia, ma le pagliuzze sono talmente piccole che il risultato di una settimana di lavoro fortunata sono 3 pepite d’oro delle dimensioni di un Oro Saiwa! Ma chiudiamo la parentesi National Geographic e torniamo a noi. Come siamo finiti in casa del cercatore d’oro? La risposta è una parola tanto semplice quanto sconosciuta ai più: WOOFING.

Il woofing è una metodologia di viaggio molto utilizzata in Nuova Zelanda. In cambio di mezza giornata di lavoro (4 ore) presso una fattoria, una famiglia o una qualsiasi altra entità, il woofer (colui che pratica il woofing) ottiene in cambio vitto e alloggio. Insomma un bel modo per conoscere gente nuova, parlare inglese e girare senza dissanguare il portafogli in attesa di un lavoro retribuito. Le coniugazioni del woofing possono essere poi illimitate. C’è chi mette a disposizione un cottage separato, chi una stanza nella casa padronale, chi ha la connessione internet e chi no, chi cucina per i woofer e chi provvede solo a fornire il cibo, chi ha bisogno nell’orto, chi per tinteggiare la staccionata e cosi via. Per quanto ci riguarda avevamo a disposizione una nostra stanza, per internet dovevamo andare alla biblioteca cittadina, in cucina ci si alternava ed in cambio abbiamo aiutato la moglie del cercatore d’oro nella creazione di un orto che nel lungo periodo dovrebbe rendere la famiglia autosufficiente dal punto alimentare. A completare il pacchetto famigliare un simpatico ragazzino di 13 anni, un cane, un francese, un tedesco, un inglese e, alla partenza di quest’ultimo, una ragazza americana, una tedesca ed una malese. Il gruppo maschile ha spinto per avere una ragazza russa per completare il G8, ma non siamo stati accontentati. A parte questo spiacevole inconveniente, la nostra prima esperienza da woofer è stata senza dubbio positiva, tanto che abbiamo prolungato la nostra permanenza a Greymouth per 3 settimane, decisamente più del previsto! L’opportunità di conoscere persone da tutto il mondo, le serate culinarie a tema, la fortuna di essere arrivati per primi ed avere una camera tutta per noi (a quelli dopo è andata nettamente peggio) e soprattutto l’ospitalità dei nostri Host ci hanno dissuaso da fare le valigie troppo presto. Tra le attività di spicco delle nostre settimane della West Cost segnaliamo la visita alla cava dell’oro, la gare delle motociclette tra le vie della città, il Rocky Horror Picture Show e la grigliata di Halloween.

Con l’inizio del nuovo mese (Novembre) è giunto però il momento di rimettersi in discussione. Dopo una delicata operazione di Tetris e caricata la nostra autovettura con la nostra solita tonnellata di bagagli, il  ragazzo francese e la ragazza malese, ci siamo diretti alla volta di Nelson per trascorrere un paio di notti in ostello con i nostri nuovi compagni di viaggio. Il bello della Nuova Zelanda On The Road è forse proprio questo, trovarsi in questo paese meraviglioso a condividere un viaggio, una serata o anche solo una birra con persone di culture diverse.

Abbandonata la nostra compagnia da barzelletta, siamo stati ospitati gentilmente per una paio di giorni della coppia incontrata al Club Italia di Nelson nel post partita di Italia-Stati Uniti. Proprio quando il nostro morale era ai minimi storici a causa della difficoltà nel trovare un lavoro retribuito, Dianne e Roy ci hanno regalato due dei giorni più belli vissuti sinora nel corso del nostro viaggio. Accolti in casa con le attenzioni che si riservano agli amici di lunga data, dal primo momento ci siamo sentiti parte della famiglia. Roy ci ha portato a vedere le macchine degli anni ’30 che restaura nel garage, mentre Dianne ci cucinava una cena deliziosa. Siamo poi rimasti senza parole dal modo in cui ci hanno preso a cuore, aiutandoci con la nostra ricerca del lavoro e portandoci tra le vigne di Nelson a bordo della loro Ford d’epoca in cerca di qualche impiego presso una delle tante vinerie della zona. Senza contare le lezioni sulla birra, che Roy produce in casa, l’aperitivo con i simpaticissimi vicini e le chiacchiere sino a tarda ora di fronte al limoncello. Insomma non possiamo che essere grati per questi due giorni eccezionali e sperare che le loro fatiche vengano premiate riuscendo finalmente a trovare un lavoro.

Nell’attesa di un reddito ci siamo nuovamente gettati sul woofing. Questa volta i nostri Host sono una famiglia di Wakefield, 35km a Sud di Nelson. Lei insegnante di teatro, lui in carica dell’orto famigliare, una figlia in Australia ed un’altra appena tornata a casa dopo aver lavorato in Canada per il Cirque du Soleil (purtroppo non mangia spade, né cammina su carboni ardenti) e che ci sta dentro perché ora lavora per una gelateria italiana e stasera ci porta il gelato (questa ultima frase è opera di Robi, n.d.r.). Bilancio dei primi due giorni: potato i pomodori, messo un tappeto ai piedi degli alberi di nocciole ed aiutato a montare la scenografia per la prossima rappresentazione teatrale (evento dell’anno a Wakefield). Cosa si deve fare per campare! :)

Cheers,

D & R

 

PS causa lentezza della connessione per ora dovrete accontentarvi di queste poche foto…al più presto fotogallery!

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Pubblicato in: NZ project