Sulla strada del ritorno

Pubblicato il ottobre 10, 2011 di

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Greymouth, 9 Ottobre. Gli ultimi giorni ci hanno visto alle prese con il nostro ritorno verso Nord in cerca di fortuna. Viste le premesse, la fortuna non è al momento disponibile… Innanzitutto, sarà la fine delle vacanze, ma tutto d’un tratto siamo diventati alquanto cagionevoli di salute. Il raffreddore che ci accompagna da 3 giorni non da cenni di cedimento nonostante i bombardamenti di aspirina C e tachipirina. A rendere più dense le nubi all’orizzonte si è messo anche Mark, il proprietario di una fattoria che avevamo conosciuto e ci aveva detto di ricontattarlo verso metà ottobre quando ci sarebbero stati molti lavori nel settore ortofrutticolo (nel senso di raccolta della frutta). Al momento di lavori ancora non ne ha, il che ci ha creato un po’ di panico vista la necessità di trovare nel breve termine una fonte di sostentamento. Speriamo che vada meglio con i suoi colleghi che contatteremo nei prossimi giorni. Infine, poiché ci insegna il saggio: “non c’è due senza tre”, ecco a completare il triplete di sfighe la multa vinta per eccesso di velocità, che considerando il nostro mezzo di locomozione suona veramente come una beffa.

Nonostante tutto, abbiamo di che sorridere. La prima tappa da Lake Te Anau a Wanaka passando per Queenstown si è rilevata incredibilmente piacevole dal punto di vista paesaggistico. Il Sud-Ovest della South Island è un luogo ancora selvaggio e disabitato. laghi blu, le montagne ancora spolverate di neve e la giornata soleggiata hanno reso la cornice del nostro viaggio estremamente colorata . Particolarmente confortevole è stato, inoltre, l’ostello con lounge vista lago di wanaka, peccato solo che questo luogo negli anni venire ci ricorderà solo l’umiliazione di essere stati superati da un fatto di cinesi in cucina. Noi a mangiare il nostro Macheroni (con una C sola) & Cheese in barattolo, mentre loro si gustavano il loro risotto ai funghi. A dir poco deprimente.

La seconda tappa da Wanaka a Franz Josep Glacier  ci ha visto invece alle prese con i ghiacciai Fox e Franza Josep che mi sono costati un’ardua opera di persuasione per convincere Robi a scarpinare ore per vedere una lingua di ghiaccio. L’incredibile giornata di sole, sembra più rara che unica dalle parti dei ghiacciai, imponevano però il dovere morale di affrontare la passeggiata (nonostante il raffreddore). Infine, l’arrivo a Greymouth il giorno successivo in una tappa che non ha pressoché nulla segnalare se non la sua noiosità, un fish&chips mangiato sulla spiaggia e una biblioteca con wireless gratis ad Hokitika che ci ha permesso di riprendere i contatti con il mondo dopo qualche giorno di silenzio radio.

Da domani si fa sul serio…nella speranza che queste mele siano finalmente maturate anche qui nell’isola del Sud, evitandoci di emigrare ulteriormente a Nord (nel senso di North Island) dove sembra che ci siano maggiori possibilità di trovare lavoro. Ovviamente chi volesse contribuire alla continuazione del nostro cazzeggio può contattarci in privato e noi saremo lieti di fornirvi i nostri codici IBAN!

A presto,

D.

PS rugbistico. Trovarsi a simpatizzare Francia a causa dell’incontro in ostello con l’unico francese simpatico mai conosciuto fa capire come da queste parti spesso le cose non seguono il flusso degli eventi che ci aspetteremmo. Infatti, dalla prima coppia di quarti di finale ne sono uscite vincitrici Francia e Galles che hanno preso lo scalpo delle più quotate Irlanda e Inghilterra. In attesa di scoprire quale sarà il verdetto dei quarti di finale a tinte australi (Sud Africa-Australia e Nuova Zelanda-Argentina)

 

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Pubblicato in: NZ project, RWC 2011