Italia – Irlanda: buon primo tempo, pessimo secondo, ottimo terzo!

Pubblicato il ottobre 8, 2011 di

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Dunedin, 2 Ottobre. Il 2 ottobre 2011 non entrerà di certo nella storia del rugby azzurro, ma il sottoscritto porterà a lungo questa giornata nella memoria.

Dopo settimane di ostelli e colazioni a base di the, pane e  marmellata, il B&B in cui eravamo ospiti ci ha regalato un risveglio fatto di bacon, uova, pancakes, frutta, latte, cereali. Peccato solo che:
a)  l’attempato padrone di casa fosse in fissa con il fatto che gli italiani debbano bere il caffè forte e continuasse a riempirmi la tazza di una brodaglia nera bevibile solo dopo cospicue dosi di zucchero e latte
b) la colazione fosse servita esclusivamente entro le 8.30 e noi la sera prima fossimo rientrati a notte inoltrata.

Decidiamo cosi di concederci un po’ di “meditazione” per riprenderci dal caffè e mettere in cassaforte un altro paio di orette di riposo prima di affrontare le migliaia di irlandesi presenti in città. L’appuntamento con gli altri Italians è alle 13 nel centro di Dunedin per seguire le ultime partite della fase a gironi del mondiale ed al nostro arrivo ci rendiamo conto che la situazione è ancora più preoccupante di quando ponderato la sera precedente. Uomini in verde, di cui la maggior parte travestita e alticcia già ad ora di pranzo, riempono pub e strade della città. Da buoni italiani non ci perdiamo però d’animo e, tra una partita ed una birra, in un paio di ore riusciamo a riunire quasi la totalità dei tifosi Azzurri presenti lanciandoci in cori e performance canore sulle note dell’inno di Mameli. Il coro “alle sei alla stazione, alle sei alla stazioneeeeeee!!” segna il rompiamo le righe, prima del ritrovo un’ora dopo nei pressi della stazione per marciare uniti alla conquista dell’Irlanda. Approfittiamo della pausa per rifocillarci e, come superman, trasformarci da anonimi Clark Kent in eroici Puffi Azzurri. Neanche a farlo apposta, nel tragitto verso la macchina per cambiarci incontriamo Giulio (Cesare, vedere l’episodio su Italia-USA per maggiori approfondimenti), anche lui in abiti borghesi pronto a trasformarsi in imperatore romano. Peccato che questa volta non fosse riuscito a trovare il vestito da imperatore al negozio e quindi si aggirava sperduto per Dunedin con un lenzuolo bianco, una federa da cuscino porpora, un cartoncino verde, delle foglie, una spillatrice ed forbicino per le unghie. Confezionato con tali limitati mezzi una perfetta tunica romana (McGyver non avrebbe saputo fare di meglio) grazie alla nostra esperienza in toga party, ci uniamo agli altri ragazzi italiani e ci dirigiamo verso lo stadio.

Giunti all’Otago Stadium ci rendiamo conto che la situazione è molto, ma molto più preoccupante di quanto ponderato. Fino a quel momento c’era ancora la speranza che qualche italiano fino a quel momento nascosto si presentasse alla partita, invece una volta preso posto ci siamo scontrati con la triste realtà: stadio completamente verde (le cronache parleranno poi di oltre 27000 irlandesi) e noi costretti a chiedere ai nostri avversari se ci lasciavano perlomeno sedere vicini ad altri compatrioti (abbiamo creato un gruppo di ben 6 persone!). Finalmente alla quarta partita abbiamo potuto cosi cantare l’inno in compagnia (ed in mondovisione, grazie SKY!) e per tutto il primo tempo ci siamo anche difesi bene in quanto ad incitamento, tanto da perdere la voce, ma distinguendoci molto più dei molti irlandesi bloccati dalla paura di perdere. Secondo tempo da dimenticare, all’aumentare dei punti degli irlandesi cresceva l’incitamento dei loro tifosi ed a noi non è restato che salvaguardare il minimo di voce che ci restava per il terzo tempo (della performance della squadra meglio non parlare!).

Per dimenticare in fretta la sconfitta, la delegazione di supporter italiani ha perciò deciso di dare inizio al proprio terzo tempo in un disco-pub con musica anni ’70. Essendo il locale fuori dal centro forse Mallet e Troncon pensavano di passare una serata tranquilla al Saturday Night Disco, inconsci del fatto che si sarebbero cacciati nel locale in tutta Dunedin che probabilmente conteneva più italiani. Purtroppo per loro gli è toccato subire l’affetto dei tifosi (alcuni dei quali vestiti in maniera quantomeno bizzarra) che nonostante la sconfitta gli hanno sotterrati di richieste di foto ed autografi. Sfiancati i due di foto e, soprattutto, sfiancati gli irlandesi sulla pista da ballo (qui si segnala una netta vittoria azzurra), la comitiva decide cosi di spostarsi all’Ottagono, dove finalmente si era leggermente calmata la festa irlandese. Neanche a farlo apposta, troviamo anche qui parte della squadra azzurra da tediare con le nostre richieste di autografi e foto. Da registrare la disponibilità di tutti i giocatori (e ci mancherebbe altro), alcuni dei quali veramente simpatici ed alla mano. Giusto il tempo di scherzare con McLean (senza dubbio il migliore dei suoi nel terzo tempo!), sorbirsi il pippone di un irlandese circa il fatto che Parisse fosse il suo idolo, cazziare lo stesso Parisse per il mancato giro di campo della squadra a fine partita (rischiando per altro la vita considerate le dimensioni del capitano) ed altri mille aneddoti che vi racconterò solo al tavolo di un pub, che era giunta l’ora per i Puffi di tornare al loro fungo alle 6 del mattino.

Insomma, nonostante la sconfitta una giornata intensa e divertente, la cui atmosfera è difficile da descrivere, ma che vi auguro di cuore di vivere tra 4 anni..sperando ovviamente di festeggiare il passaggio degli azzurri ai quarti di finale!

D.

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Pubblicato in: NZ project, RWC 2011