Rotorua – Wellington solo andata (per ora)

Pubblicato il settembre 18, 2011 di

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Plimmerton, 16-17 settembre.
Il trucco per un piacevole soggiorno in Nuova Zelanda è dare ascolto ai propri albergatori (od ostellatori quando si sta in ostello). Cosi, con un sommo atto di fede anche a Rotorua decidiamo di seguire questo dictat e decidiamo di credere al padrone dell’ostello (che a prima vista molto credibile non era) che ci sconsigliava di andare alle piscine termali cittadine, indicandocene altre un po’ fuori mano. Nell’attesa di immergerci nelle calde acque termali (per le quali questa zona è rinomata) ci avventuriamo alla scoperta di Rotorua. La città offre diversi angoli molto interessanti, in particolare i curatissimi giardini di fronte alle vecchie terme, un maestoso edificio in stile vittoriano. Al termine del nostro tour e tornato Andrea dal suo rafting mattutino (Rotorua è celebre anche per le innumerevoli attività ad alto tasso adrenalinico) ci mettiamo perciò in viaggio verso le Waikite Valley Springs dove ad attenderci ci sono 6 vasche termali pronte a cullarci con le loro calde acque. Lo so, è uno sporco lavoro, ma qualcuno lo deve pur fare!

Dopo questa parentesi rilassante e altri centinaia di chilometri macinati in mezzo a panorami da favola (il calar del sole sul lago di Taupo tra tutti), la nostra giornata si conclude al Tongarito National Park. L’ostello dal nome originalissimo, Park, presenta la cucina condivisa più grande mai registrata in un ostello e, soprattuto, un’ottima televisione su cui gustarci la lezione di rugby inflitta dagli All Blacks al malcapitato Giappone. Purtroppo il tempo atmosferico non è stato clemente ed al nostro risveglio troviamo ad attenderci fitte nubi che ci negano la gioia di ammirare le montagne del parco nazionale. Tuttavia, non ci facciamo intimorire e riprendiamo il nostro cammino verso Wellington. Uniche tappe di giornata il museo del rugby neozelandese (solo una parola: spettacolo) e pausa pranzo nello sperduto paesino di Shannon dove abbiamo mangiato dello strafritto Fish con delle ancor più unte chips, ordinate ad un cinese che non parlava una sola parola di inglese (il che dimostra che anche noi possiamo trovare un lavoro).
Abbandonato il nostro compagno di viaggio a Wellington in tempo per la partita e preso possesso della nostra stanza nell’accogliente Moana Lodge di Plimmerton (sostengono di essere su facebook per chi volesse dare un’occhiata), ci accingiamo ad un bel sonno ristoratore pronti per la visita di domani alla capitale neozelandese e dopo 2.000 km in una settimana direi che ce lo meritiamo. Tra le altre cose nel nostro breve passaggio di oggi Wellington ci è sembrata molto bella e ci dicono essere con molti italiani…sarà un segno?
Qui dai vostri inviati a Plimmerton è tutto, studio a voi la linea!

D.

PS dopo 2 settimane in cui Robi continua a ripetere “quello è un giocatore di rugby” vedendo qualsiasi ragazzo di stazza robusta, finalmente ci ha azzeccato. I giocatori erano quelli della nazionale scozzese in giro per Wellington!

PPS come avrete capito abbiamo problemi di internet ultimamente, portate pazienza se i resoconti arrivano un poco in differita e se non rispondiamo celermente a mail, facebook o quant’altro. In compenso facendo la tessera degli ostelli abbiamo vinto una tessera telefonica con 400 minuti verso i fissi, chi volesse essere contattato lasci il numero! :)

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Pubblicato in: NZ project