Dubai: tra passato e futuro

Pubblicato il settembre 2, 2011 di

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Dubai, 01 settembre. L’ultimo giorno negli Emirati ci ha regalato uno spaccato delle contraddizioni che pervadono un paese sviluppato solo recentemente grazie ai petroldollari.

La mattinata ci ha offerto un tuffo nel passato grazie alla visita ai Souq (i mercati) di Deira, zona a Nord del Dubai Creek famosa proprio per il passato mercantile quando Dubai rappresentava un punto di passaggio per i traffici commerciali tra oriente ed occidente. Di questo passato Dira ha conservato lo spirito di contrattazione, tanto che ogni negoziante cerca di attirare con ogni mezzo i turisti nel proprio “bazar”. Essendo tra i pochi audaci a sfidare la calura delle 12 abbiamo avuto la fortuna di attirare le attenzioni di pressochè tutti i mercanti della zona, dal Souq dell’oro, in cui loschi individui ai bordi della strada cercano di vendere fantomatici Rolex, a quello delle spezie, in cui i commercianti cercano di persuadere potenziali clienti facendogli assaporare forti aromi delle spezie d’oriente.

Il pomeriggio ci ha visto invece proiettati nel futuro grazie alla visita a Dubai Marina. Situata alla periferia della città, Marina si raggiunge comodamente dal Gold Souq con un viaggi di circa un’ora e mezza lungo tutta la costa di Dubai (tanto per ribadire l’enormità della città). Scoperta ieri per caso durante il tragitto verso il Desert Safari, Dubai Marina ci ha colpito per la sua modernità. Decine e decine di grattacieli compongono lo skyline di questa località turistica di lusso (la macchina più povera avvistata è stata una Porche) e molti altri andranno a sommarsi nei prossimi anni considerata la grande quantità di cantieri al lavoro (anche se molti di essi rimangono al momento disabitati a causa della crisi economica: se avete qualche soldo da parte potreste fare ottimi affari!!).
Nonostante la durata anche il viaggio di andata e ritorno verso Dubai Marina é stato interessante e pieno di contrasti: da una parte la modernità del the Palm (l’isola artificiale a forma di palma), il Bur Al Arab (l’hotel piú grande del mondo a forma di vela) e l’Emirates Mall (con la sua pista da sci al coperto) in contrasto con un passato sempre presente fatto di deserto, di moschee e di una condizione ancora lontanto dai canoni occidentali della donna.

Fortunatamente oggi il ritorno in metro oggi è stato meno avventuroso dell’ultima volta, permettendoci così di rifare con calma le valigie. Poche ore di sonno ci separano alla partenza per Auckland, ma avremo tempo di rifarci durante le circa 20 ore di viaggio!

D.

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Pubblicato in: NZ project