Ritorno a casa – parte 1

Pubblicato il agosto 11, 2011 di

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Aereoporto di Barcellona. Memori delle ultime due partenze con suspance ed agevolati dall’orario di partenza dell’aereo questa volta siamo arrivati con ampio anticipo al in aereoporto (tanto che al momento in cui scrivo deve ancora uscire il nostro gate e stiamo attendendo in uno a caso). Finisce qui la prima parte del nostro peregrinare per il globo, da domani tutte le energie saranno focalizzate sullo sbarco in Nuova Zelanda.

Torniamo a casa con una bella esperienza e senza raffreddore, che considerato lo sbalzo termico nella metro di Barcellona (+40 gradi sulla banchina, -10 sul trenino) è già un bel traguardo. Inoltre, abbiamo provato che è possibile sopravvivere a 2 settimane in giro per l’Europa con solo il bagaglio a mano. Era addirittura possibile fare meglio co siderando che metà delle mie magliette è rimasto inutilizzato tanto che adesso mi tocca ascoltare i rimproveri di Robi, la quale, avessimo avuto più spazio in valigia, avrebbe saccheggiato i mercatini di Camden Town!

Per quanto riguarda Barcellona devo ammettere che con un pò di pigrizia in meno si sarebbe potuto vedere di più, ma il richiamo delle pennichelle in spiaggia è stato troppo forte. Senza parlare della movida che, anche senza andare per locali, si trascina in strada sino alle 2 del mattino. Abbiamo perciò cercato di non farci mancare nulla: dal botillon alla festa in spiaggia, dalla paella notturna al dopocena al Glassbar (locale di Manuel, amico di vecchia data: theglassbar.es per chi fosse di passaggio e volesse trascorrere una piacevole serata in compagnia di un artista del cocktail!).

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Tuttavia, al termine di una settimana di ozio abbiamo ceduto al richiamo della cultura concedendoci prima una gita a Parc Guell, da cui si gode di una spettacolare vista di Barcellona, e a seguire una passeggiata da Port Vell sino a Placa de Catalunia.

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Per concludere in bellezza la nostra esperienza catalana, abbiamo cenato alla Paradeta vicino all’Arco di Trionfo. Come nell’omonimo locale vicino alla Sagrada Familia in cui avevamo iniziato la nostra avventura, anche qui il menu prevedeva pesce fresco da scegliere direttamente al bancone. Ovviamente non ci siamo risparmiati…

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Da notare come il viaggio al ristorante presentasse una guida d’eccezione: Siro, barcellonese doc, che ha arricchito il tragitto in macchina con curiosità e cenni storici sulla sua città.

Ora si parte, (ieri per chi legge a causa della mancanza di connessione wifi all’aereoporto e del tardo arrivo a casa, n.d.r.) sarà un viaggio lungo e faticoso visto che qualcuno ha pensato bene di atterrare ad Orio al Serio per risparmiare!

D.

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Pubblicato in: Barcellona 2011